Memoria

Come promuovere l’attenzione nei bambini – 1

Sara Pezzica
Psicologa psicoterapeuta dottore di ricerca in psicologia dell’età evolutiva
Presidente associazione Italiana disturbi di attenzione e iperattività Aidai Toscana

www.aidaiassociazione.com

“L’attenzione e i livelli energetici”

L’attenzione è quella funzione trasversale che ci mette in contatto con il mondo e pone le basi della conoscenza e dell’apprendimento.
Nei bambini in età prescolare l’attenzione è strettamente collegata al corpo, ai suoni immagini colori, agli interessi personali del bambino e favorita da routine stabili (Pezzica, Caracciolo Perticone, 2019).

Per imparare un nuovo concetto o una nuova regola di matematica dobbiamo necessariamente mettere a fuoco l’attenzione su ciò che stiamo studiando (attenzione focalizzata), fermarla per poter elaborare le informazioni che abbiamo a disposizione (concentrazione) e inibire tutti gli stimoli distraenti (attenzione selettiva).

In base al modello a due vie (Fedeli e Vio, 2015), premesse fondamentali affinché tutto ciò avvenga sono l’ attivazione dei processi organizzativi (flessibilità e pianificazione) e l’acquisizione di livelli energetici equilibrati (sforzo e impegno, persistenza nel compito e gestione delle emozioni).

In questo articolo ci soffermiamo su alcune strategie che possono contribuire a regolare la funzionalità della via energetica cioè la nostra capacità di ottenere un livello di attivazione fisiologica ottimale per iniziare e poi mantenere l’attenzione sul compito. Nello studio il livello ottimale nel quale è possibile raggiungere le prestazioni migliori, è quello intermedio in quanto associato con lo stato di presenza mentale e vigilanza attiva. Bassi livelli di attivazione fisiologica (sonnolenza, rilassamento) sono associati ad una maggiore tendenza alla distraibilità e alla divagazione mentale mentre alti livelli di attivazione fisiologica (eccitazione emotiva o fisica) si associano ad una maggiore disorganizzazione.

Quando i livelli di energia sono troppo alti il bambino ha difficoltà a fermarsi ed entrare in contatto con l’apprendimento concettuale. Pensiamo a quanto è difficile per un insegnante recuperare l’attenzione degli alunni dopo lo ricreazione quando i bambini hanno caricato le pile. Oppure a casa, proviamo a ricordare quanto possa essere complicato per alcuni bambini iniziare i compiti subito dopo avere terminato una partita avvincente ad un videogioco o dopo una corsa. In tutte queste situazioni il sistema fisiologico è troppo attivato e ha necessità di attività intermedie che lo aiutino ad avvicinarsi a livelli di attivazione ottimale.

Abbassare i livelli di attivazione fisiologica
Costruiamo riti di passaggio e di avvicinamento al compito. Scegliamo una di queste attività e proponiamola prima di iniziare a lavorare:
1. Organizzare – Terminata la partita al videogioco hai 5 minuti per organizzare i materiali. Per l’attività che abbiamo previsto ti servono il quaderno di matematica, il libro e l’astuccio.
2. Decorare – Prima di iniziare il lavoro abbelliamo questa pagina con un piccolo disegno a tema. Studieremo l’uomo Herectus che per primo ha scoperto il fuoco, disegniamo una bella fiamma.
3. Giocare. Individuiamo giochi da tavolo o con le carte che durino massimo 5 minuti. Ci serviranno per riportare il bambino al tavolo, reindirizzare i processi cognitivi e per organizzare sfide con tempi calibrati durante le pause successive.

Quando i livelli di energia sono invece troppo bassi, il bambino fatica ad attivarsi sul compito proprio come alcune auto Diesel faticano ad accendersi con il freddo. Una delle attività suggerite per le auto è il preriscaldamento. Aiutiamo i bambini ad aumentare la loro attivazione proponendo giochi che sollecitino il sistema di allerta attentivo: ad esempio passa la bomba oppure sacco pieno, sacco vuoto. Sembrerà strano ma anche la risata è un potentissimo attivatore fisiologico. Troviamo l’occasione e il pretesto per ridere insieme prima di svolgere un’attività cognitivamente impegnativa, leggiamo una barzelletta, un fumetto divertente nel quale siano presenti tematiche scolastiche (a lato ne proponiamo una realizzata da Pera Comics perfetta per la grammatica). Queste attività hanno il duplice scopo di costruire una complicità tra il bambino e l’adulto e servono per alleggerire l’atmosfera.

In tutti i casi, per sostenere l’attenzione sarà fondamentale pianificare le attività in modo che i bambini abbiano chiaro ciò che devono fare e si sentano in grado di farlo.

Aiutiamo i bambini a migliorare la stima del tempo

“Quanto tempo ti serve per fare questo esercizio? Proviamo a misurarlo con il cronometro e confrontiamo la tua previsione con quello che ci dirà l’orologio”.

Forniamo confini temporali

“Hai 10 minuti per svolgere questa attività, al termine faremo una partita a carte”.

Aiutiamo i bambini a riconoscere che la durata dell’impegno ha un tempo limitato (non è infinito)

Utilizziamo l’orologio analogico per permettere al bambino di visualizzare il tempo come spazio, concetto più concreto e quindi maggiormente comprensibile per i bambini più piccoli. “Questa attività dura 5 minuti cioè questo specchietto di orologio, quando la lancetta arriva qui, sono certa che avrai terminato”.

Cerchiamo di accendere la motivazione

Forniamo indizi sull’accessibilità del compito per il bambino rispetto alle sue capacità (se reale).
“Questo compito è molto simile a uno che hai già fatto ieri, prova a ricordare come si faceva, ricordi come eri soddisfatto/a quando lo hai completato? puoi svolgerlo serenamente, sei assolutamente in grado anche senza il mo aiuto”.
La possibilità di mantenere l’attenzione sul compito nei bambini è spesso collegata a livelli di autoefficacia cioè a quanto mi sento in grado di affrontare il compito. Cerchiamo allora di organizzare compiti e attività che siano accessibili al bambino ma sufficientemente sfidanti per poterlo mettere in competizione con se stesso (“posso fare un pò meglio di ieri”).


Referenze

  • Pezzica Sara, Caracciolo SImona, Perticone Gianluca (2019) Scimmietta Attentina Strategie e attività per potenziare l’attenzione alla scuola dell’Infanzia. Giunti Edu Firenze
  • Fedeli Daniele e Vio Claudio (2015) ADHD. Iperattività e disattenzione a scuola. Giunti Edu Firenze
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